Aquilonia: Conoscerla per trasferirsi

28 febbraio 2017 » Alta Irpinia Irpinia Trasferirsi in Alta Irpinia

Aquilonia: Conoscerla per trasferirsi

Aquilonia è il nome che l’antica città medievale di Carbonara ha assunto nel 1861 dopo l’Unità d’Italia. Carbonara portava quel nome probabilmente per la presenza sul suo territorio di pietre particolari che contenendo petrolio bruciano sprigionano una fiamma viva, proprio come fanno i carboni.

Il nome ha subito questo cambio dopo che nel 1860 l’antica Carbonara si ribellò all’Unità italiana con una ribellione che vide il suo culmine con l’uccisione di nove persone, cambiare il nome fu quasi un voler cancellare l’onta di questa ribellione anti unitaria. Ma il cambio del nome non è l’unica cosa che l’antica Carbonara ha dovuto vedere nel corso della sua storia lunghissima, nel 1930 il terribile terremoto ha reso inabitabile il paese che si è completamente svuotato nel dopo guerra poichè è stato ricostruito circa due km più in alto rispetto a vecchio centro abitato.

I resti della vecchia Carbonara fanno parte del Parco archeologico, una memoria storica che si conserva ed è possibile vedere addentrandosi nel parco ove è possibile ammirare i resti dell’antica città che sorgeva tra le strade lastricate. Esempio perfetto di questo tipo di pavimentazione è la Piazza del Municipio, in cui un tempo sorgevano i palazzi più importanti della città di cui sono conservati i resti: La chiesa dell’Immacolata, la chiesa di San Giovanni, le Carceri, la pretura e il Municipio.

Restaurata e portata quasi al suo antico splendore la piazza è teatro di spettacoli, attività e manifestazioni di vario genere. Palazzo Vitale dopo la fase di restauro e sarà la sede del centro studi della cultura locale e del Mediterraneo ideato e diretto dall’università di Salerno.

All’interno del Parco è presente il museo delle città itineranti situato in un edificio che è stato restaurato appositamente attraverso documenti, grafici, foto e filmati d’epoca mostra al visitatore la storia di città italiane come Aquilonia che a causa di eventi sismici, bellici o di qualsiasi altra natura sono rinati in un altro sito donando nuova vita a quelli originari con opere di restauro e recupero. Di particolare interesse è l’Abazia di San Vito, ubicata a ovest di Aquilonia affonda le sue origini nella metà del XIII secolo. I numerosi interventi di restauro hanno avuto particolare rilievo sulla struttura originaria. Presenta la facciata a capanna con il suo portale squadrato, architrave centrale. Dotata di una Torre campanaria l’Abazzia al suo interno conserva varie opere d’arte tra cui tele particolarmente interessanti e sculture varie.

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